Still file (with skull)

Manipolazione algoritmica, stampa – 2016

La Vanitas è una tipologia di natura morta tipica del ‘600 in cui gli elementi raffigurati sono simboli che rappresentano, nelle proprie diverse forme, la deperibilità degli oggetti.

Nel dipinto Natura morta con teschio realizzato nel 1671 da Philippe de Champaigne sono raffigurati un teschio, simbolo della morte, una clessidra che sottolinea l’ineluttabile scorrere del tempo e un tulipano spezzato, allusione alla vita che appassisce.

Nonostante lo still life immortali la composizione prima che il deperimento avvenga questo è già insito nei rimandi simbolici del dipinto. In modo analogo i prodotti della tecnologia contemporanea sono soggetti a un continuo processo di invecchiamento causato dalla rapida evoluzione dei dispositivi elettronici degli stessi file.
Il formato di immagine Jpeg è molto leggero grazie a un algoritmo che comprime il codice sorgente a scapito di una impercettibile perdita di informazioni.

Still File (with Skull) riflette sulla caducità del digitale, nello specifico sulla possibilità di deperimento di un file legata alla sua ripetuta manipolazione algoritmica.

L’immagine del dipinto di Philippe de Champaigne è stata sottoposta per cinquecento volte a un processo di riduzione e successivo ingrandimento in modo da riportarla ogni volta alla dimensione di partenza. Al termine di ogni ingrandimento una copia dell’immagine è stata salvata in una cartella separata, così da ottenere cinquecento copie.

La compressione algoritmica ha progressivamente deteriorato l’immagine, sfumando i contorni e facendo prevalere alcune tonalità di verde rispetto al resto.

Un book formato 21×15 cm raccoglie 20 immagini (una ogni 25) del processo, mentre il video sotto mostra l’intera sequenza.