Stereotipato/Codificato

Glitch, cartoline, manipolazione algoritmica – 2015

Stereotipato/Codificato riflette sia sulla diversa percezione delle immagini da parte dell’uomo e della macchina,  in termini tecnico-visivi  e antropologici, sia  sulle immagini stereotipate che fanno parte del cosiddetto immaginario collettivo.

Attraverso ciò che percepisce l’occhio umano il cervello ricostruisce l’immagine e la interpreta. Il bagaglio culturale e antropologico influisce sul significato che ogni singolo soggetto attribuisce a ciò che sta guardando generando diverse emozioni e sensazioni, spesso completamente opposte, a seconda delle esperienze pregresse.

Viceversa il software ha una visione univoca dell’immagine determinata da una sequenza di numeri, lettere e simboli incomprensibili per la mente umana, poiché a noi manca quello specifico linguaggio capace di tradurre una stringa di codice in forme e colori.

Può capitare che questa sequenza risulti danneggiata o alterata e la lettura restituisca un’immagine diversa da quella di partenza, destrutturata e con colori vivaci, tipica della glitch art.

Stereotipato/Codificato utilizza questo tipo di errori per generare un’immagine da cartolina differente dallo stereotipo classico. (pertinente a quelle foto vendute nei negozi di souvenir)

Sono state scannerizzate diverse cartoline turistiche risalenti agli anni 90’ del litorale apuano.

Dopo aver ricavato le stringhe di codice relative a ogni immagine si è proceduto alla manomissione delle singole stringhe. Successivamente i codici sono stati inseriti nella stessa immagine, in maniera del tutto casuale, come fossero un collage digitale.

Il risultato è quello di un’unica immagine contenente frammenti di foto dai colori innaturali e pop.

L’idea è quella di superare lo stereotipo della cartolina intervenendo sulla codifica del linguaggio del software.

Open day Accademia di Belle Arti di Carrara –  I salotti, Carrara – Maggio 2015